Michele Salvador
Chi sono?
Ritratti ai 7 tipi planetari
Auto-intervista dell'autore
Come è nata l'idea di questa mostra?
Ad agosto del 2006 ero in ritiro presso una specie di monastero in Umbria.
Una mattina ci hanno letto un testo di Gurdjieff nel quale si parlava dell'utilità di adottare pose non abituali per imparare a conoscersi.
Poi nel pomeriggio, mentre tagliavo delle assi di legno per costruire panchetti da metitazione, sentivo che stavo lavorando male. Allora mi è tornata in mente l'idea delle pose non abituali e ho provato a cambiare qualcosa... È avvenuto un miracolo! Ho scoperto che se immaginavo di essere un allegro falegname tutto il mio corpo e i miei pensieri prendevano la giusta posizione, e aumentava sensibilmente la qualità del lavoro che stavo compiendo.
Allegro falegname?
Proprio così. Da quel momento ho iniziato a praticare vari ruoli non abituali anzichè trovarmi in quelli che capitano casualmente.
È molto utile.
Utile a cosa?
L'idea di base è che ciascuno di noi è costituito da almeno due parti distinte che solitamente non siamo capaci di riconoscere.
Gurdjieff le chiama personalità ed essenza. Ad esempio quella dell'allegro falegname che taglia la legna adottando pose particolari è una personalità, che ho avuto la fortuna di indossare per un certo tempo, come una maschera.
Sì ma a cosa serve riconoscere la personalità e l'essenza?
Per come l'ho vissuta io, la nostra essenza è celata sotto alla personalità meccanica che ci possiede con tutte le sue abitudini, senza che neanche ce ne accorgiamo.
Indossando per un po' una personalità completamente diversa con caratteristiche per me non abituali, ad esempio quella dell'allegro falegname, essa si sostituisce alla personalità che ho di solito, permettendomi così di scoprire nuove funzioni del mio corpo, in particolare permettendo all'essenza di manifestarsi. È proprio una sensazione fisica di liberazione, come togliersi abiti pesanti. Così ho potuto scoprire sotto alla maschera la mia parte più interiore e migliore, che forse è ciò che sono veramente.
Credimi, funziona.
Bho, ne prendo atto.
Grazie. Devi sapere poi che difficilmente possiamo inventarci delle personalità dal nulla. Difatto imitiamo comportamenti che abbiamo visto in altri individui.
E i ritratti che centrano?
Sono la scusa per stare a contatto con alcune persone che mi interessano e imparare caratteri della loro personalità.
Che bisogno avevi di fare dei ritratti? Non basta imitare qualcuno che conosci?
In teoria sì. Ma nel contesto della pittura sono più a mio agio, perchè è il mio campo di ricerca: è diventato un format attraverso il quale conoscere la persona.
Mentre dipingo gli pongo delle domande, per cercare di cogliere gli aspetti principali della sua personalità.
Poi una delle frasi che dice, quella che mi sembra più interessante da ricordare, diventa il fumetto.
Sei un imitatore?
In pratica sì. Lo siamo tutti. Modifichiamo imitando gli altri individui.
Nello stesso periodo stavo leggendo il libro di Rodney Collin "Influenze celesti", che parla dei sette tipi planetari. Questi tipi rappresentano le sette personalità possibili che gli esseri umani possono mostrare. Da qui l'idea di ritrarre quattordici persone, un maschio e una femmina rappresentanti di ciascun tipo.
Quali sono i sette tipi?
Lunare, marziale, mercuriale, gioviale, venusiano, saturnino e solare.
Corrispondono ai principali corpi celesti dell'astronomia tradizionale, che a loro volta hanno dato il nome ai giorni della settimana.
Sono dipinti a olio?
Sì. Ho usato colori a olio con uno stile figurativo naturalistico. Proprio perchè il tema è il ritratto della personalità degli individui, non della loro essenza.
Invece nel lavoro precedente (La cosa più importante) per rappresentare l'essenza ho ritratto i volti con il colore oro.
L'oro nella tradizione alchemica rappresenta proprio il cuore, quindi l'emozione, quindi l'essenza, che poi è l'anima.
Ok. Grazie e arrivederci.
Ciao.
Milano, 31 gennaio 2007













